La 'guerra' del petrolio irakeno è appena iniziata
A capo di un consorzio del quale fanno parte anche la statunitense Occidental Petroleum Corporation, e la sudcoreana Korea Gas Corporation, la società italiana ha chiuso quello che in gergo si chiama ‘contratto di servizio’: le compagnie straniere vengono pagate per potenziare la produzione del giacimento, ma non partecipano agli utili.
Con riserve stimate in 4 miliardi di barili, si tratta di uno dei sei giacimenti petroliferi che l’Iraq aveva offerto nel primo round di gare d’appalto, il 30 giugno scorso, risoltosi quasi in un nulla di fatto per i magri compensi offerti dal ministero iracheno del Petrolio.
Ne sanno qualcosa nella provincia di Wasit (sud-est di Baghdad), dove il ricco giacimento di Ahdab è in mano alla China National Petroleum Corporation (Cnpc) che nel 2008 ha siglato il primo contratto del periodo post-Saddam.
La Cnpc in consorzio con la British Petroleum controlla anche il vasto giacimento di Rumalia, nel sud, stimato con riserve di 17,7 miliardi di barili.
Fonte: www.asianews.it
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