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Finisce nel sangue l'avventura dell'ultimo re dei cereali

Quando già la Prima Repubblica era agli sgoccioli, il fondatore di Italgrani ne elargì ecumenicamente a tutti: partiti di governo e opposizione, correnti e sottocorrenti, professionisti e grand commis ministeriali, mantenendo però un candore di fondo che i suoi nemici spacciavano per finta ingenuità.
Uno su tutti, il rapporto che legò Ambrosio a Paolo Mario Leati, patron della Lombardfin, nonché detentore del poco commendevole primato di unico italiano condannato per insider trading alla Borsa di Chicago, quella appunto dove Gardini e il capo di Italgrani rivaleggiavano senza esclusione di colpi.
Ma il vero colpo, secondo la procura di Napoli che lo condannò per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, l'imprenditore di San Giuseppe Vesuviano lo commise tramutandosi da esperto di mais in infaticabile riciclatore di denaro.
Anche nel caso di Italgrani c'è un industriale che dal niente ha tirato su una multinazionale da 2.500 miliardi di lire di fatturato, ci sono le banche che lo hanno generosamente finanziato oltre l'evidenza del cattivo stato dei suoi conti, e una selva di professionisti border line e faccendieri che della sua prodigalità hanno fatto bisboccia.

Fonte: www.ilsole24ore.com

June 28, 2009 - Posted by rekofa | Uncategorized | | No Comments Yet

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